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Legge Elettorale e Partiti

L’argomento principe su cui si discute oggi in politica.. è quello della nuova proposta sulla legge elettorale “Italicum” e dei suoi aspetti in relazione al nostro sistema di democrazia. Dovremmo, quindi, chiederci perché.. questa nuova proposta voluta da Renzi… crea tanto disagio e non definisce esattamente un percorso funzionale.
Non ci si può esimere dal cominciare la nostra critica con una nota un po’ accademica sulla parola“democrazia”che.. come tutti sappiamo.. è un termine che deriva dal greco e che in senso etimologico esprime il significato di “governo del popolo”. 
 
Essa rappresenta un principio di regolamentazione capace di dare al popolo la potestà effettiva di governare. Quindi… ogni legge elettorale.. non può che dipendere da questo suo fondamentale principio. Ma noi siamo anche consapevoli che nella democrazia diretta il potere è esercitato direttamente dal popolo mentre.. in quella indiretta.. il potere è esercitato da rappresentanti eletti dal popolo (il parlamento). In questo passaggio, sarebbe opportuno fissare l’att sul metodo che questo sistema muove in direzione di una governabilità indiretta… un passaggio che, in teoria, dovrebbe vedere nelle elezioni, il vero funzionamento di costruzione di un impianto in favore dei cittadini e che, al contrario, finisce col non tener conto del loro pensiero.
Dato per acquisito questo fatto, passiamo al metodo con il quale, attraverso la nuova proposta di legge elettorale, si tenderebbe a costruire una forte governabilità limitandone la rappresentanza dal basso.. con l’uso improprio di soglie di sbarramento e premi di maggioranza.
L’italicum prevede una soglia di sbarramento tra il 4 ed 4,5%..una soglia altissima che penalizza i piccoli partiti inducendoli ad accorparsi in modo persino insensato. L’altra ridicola soglia è quella che prevede la formazione di un Partito senza alleanze con una soglia addirittura dell’8%. Per non parlare di un premio di maggioranza della coalizione di oltre il 15% e… terminare con un assurdo ballottaggio tra colazioni (mai visto) che arrecherà ulteriore instabilità. Non v’è dubbio che le misure condizionano alla base ogni forma di principio democratico.
Quando la Corte nella sua sentenza contro il Porcellum aggiunge e chiarisce Le disposizioni censurate sono dirette ad agevolare la formazione di una adeguata maggioranza parlamentare, allo scopo di garantire la stabilità del governo del Paese e di rendere più rapido il processo decisionale” non fa che affermare un obiettivo che definisce legittimo per Costituzione ma, correttamente, non si esprime sul metodo che è.. e rimane di natura prettamente politica. Se quindi.. la governabilità intende deprimere la rappresentanza democratica fino a mortificarla, il problema è tutto di carattere politico e a parer nostro coinvolge il tema dei Partiti, i quali nella qualità di rappresentanti di un consenso, dovrebbero impedire tale percorso.
L’intera architettura dell’ordinamento costituzionale vigente si fonda sulla rappresentanza democratica. Il riferimento ad un’architettura, pone chiaro che… senza le adeguate fondamenta di tale rappresentanza, l’intero impalcato istituzionale verrebbe compromesso: Con l’Italicum si rischia di vanificare ogni positivo risultato e…dopo aver sacrificato la rappresentatività in modo anomalo, si comprometterebbe persino il tentativo della formazione di una governabilità stabile.
Ma..ancora peggio potra’ essere intravedere un futuro con una nuova legge elettorale che intende eliminare la voce dei piccoli Partiti, inducendoli, peraltro, ad aggregarsi con i più grandi, svendendo ogni loro principio ed ogni ideale. Ciò equivale a chiudere definitivamente ogni spazio ad i valori di una politica funzionale. Non si vuole..o si fa finta di non comprendere..che la governabilità è un fine e.. per questo fine ..non si può costringere, né ingabbiare un pensiero e la voce che viene dal basso. Il problema della governabilità deve essere ricercato in altro modo e non certamente collegato alla misura dei Partiti.. che dovrebbero restare liberi nelle loro idee, arginando ogni possibile azione conflittuale!
Ora…quando passerà il progetto di questa nuova legge elettorale..si potrà dire addio ad una vera politica di idee spinta dai piccoli e si chiuderà lo spazio in favore dei grandi Partiti che troveranno le giuste risorse per costruire un sistema di democrazia tanto simulato, quanto falso e robusto in loro favore, un muro dietro il quale il nostro Paese si sentirà protetto, ma che non lascerà più spazio ad ogni nuova e costruttiva dialettica. ..E senza dialettica non esiste una vera e sostanziale crescita!..Il fine di Renzi e quello di Berlusconi è quello di costruire un bipartitismo.
Con la nuova legge elettorale voluta e determinata dalle forze politiche, oggi asservite ad una logica che non intende modificarsi, difficilmente i piccoli Partiti e la grande partecipazione dei tanti piccoli Movimenti, potranno vedere una loro presenza diretta nella politica del futuro…Quale potrebbe essere il nuovo percorso per i tanti Movimenti oggi esistenti nel Paese, nati opportunamente per dare vita ad un cambiamento sociale voluto da tanti cittadini delusi dalla politica sottomessa all’esigenza di una economia ormai globalizzata?
Costoro..al momento… non possono che accodarsi ad una partecipazione dialettica nel percorso di rottura del vecchio sistema politico voluto dal più grande movimento 5Stelle. Ma Grillo e tutto il suo popolo oggi appare nella veste donchisciottesca di chi spara a zero su tutto il fronte della politica azzardando proposte un po’ avventate e demagogiche. Il suo merito rispetto ad una rottura col passato resta sicuro..molto meno il suo programma per la ricostruzione…
Fanno di meglio tanti altri piccoli Movimenti che lavorano con costanza per dare un loro contributo…persino su un piano più concreto!..Un lavoro ideativo di ricostruzione del sistema.. seguito e potenziato dalla passione e la volontà…nella ricerca di proposte più utili al suo funzionamento, sia istituzionale che riguardante il lavoro e l’economia. Un valore aggiunto che vede, oggi, la partecipazione dei tanti giovani che vi credono.. sani portatori di idee innovative.
Seppur impediti da una legge elettorale tendente a frantumarne la presenza, il lavoro politico svolto da questi piccoli contenitori di consensi, rimane oggi essenziale per poter dare corso ad una utile innovazione! La forza dei piccoli Movimenti…non potrà che infondere linfa utile a quella base della politica che.. per logica.. deve restare libera nel suo pensiero. ..Altra cosa rimane una governabilità!
Se è vero che la democrazia esprime il suo potere grazie ai criteri di maggioranza e anche vero che tale maggioranza non può costringere un consenso attraverso formule improprie per la individuazione di una qualsiasi governabilità, poiché in tal modo si potrà aiutare solo in apparenza la Nazione ed il principio democratico sul quale essa si fonda. Il Paese potrà sottrarsi al rischio del momento, ma perdendo i suoi principi.. sarà destinato a rischi ben peggiori successivamente.
Bisogna intendersi una volta per tutte: Non potrà mai esistere una buona legge elettorale se non si ristrutturano e disciplinano i Partiti! Anche il voto di preferenza non risolve e potrebbe peggiorare le cose se non si provvede a regolare il sistema di questi contenitori di consensi.
Chi oggi intende esporsi in una campagna elettorale, (sistema maggioritario o proporzionale che si voglia) aspirando ad una propria preferenza, non dovrebbe mai convincere il consenso in termini di immagine e di chiacchiere, ma in base ad un preciso ed utile programma di ciò che intende proporre. La preferenza su una figura è, quindi relativa e persino non del tutto attendibile, se non sotto il controllo di una organizzazione partitica, poiché si potrebbe facilmente prestare al gioco della simulazione: Una forte capacità di risorse o una dialettica comunicativa allettante, potrebbero con facilità condurre fuori strada una buona parte di cittadini che, poco consapevoli, cascherebbero nell’usuale tranello dell’inganno. Ma è pur vero che ciò potrebbe accadere anche in seno ad i Partiti, qualora venissero manipolati da chi detiene esose risorse e potere, se si esitasse ancora nel processo di una seria riforma dei loro statuti.
Il compito della ricerca del programma deve per logica appartenere ai Partiti! Se guardassimo con una visione più aperta e libera verso la logica delle soluzioni, ci potremmo accorgere di quanto i Partiti debbano potersi rinnovare ed essere regolati per la ricerca dei programmi attraverso un contatto più diretto con i cittadini, al fine di fungere da filtro per la determinazione di figure più valide da sottoporre all’esame di una campagna elettorale.In tal modo.. pur restando un voto di preferenza, anche basato su liste bloccate, vi sarebbe sicuramente una cernita ed un controllo più appropriato fondato su un livello di merito, di integrità e di capacità della personalità politica da eleggere.
Questo è quello che oggi non sembra volersi fare, spingendo in direzione di una più comoda legge elettorale, proprio perché non si vogliono andare a toccare le più comode posizioni dei Partiti…veri padroni assoluti di una politica che sembra non voler cambiare!
I piccoli Partiti non possono mai essere eliminati da una legge elettorale voluta dall’alto, ma valutati solo attraverso il consenso onon consenso deciso dai cittadini.

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