Inps: Cdm conferma Treu nuovo commissario

Parte la nuova avventura Inps

Parte la nuova avventura Inps, con il neo nominato Commissario Straordinario Treu. Una nomina che arriva dal Ministro Poletti verso un ex senatore PD ed ex ministro.
In buona sostanza la suonata sembra restare la stessa. Segno di un Governo che non vuole dare segni di svolta, quando la svolta è segno di miglioramento.
Scartata, quindi, la proposta del Presidente del Movimento Gente Onesta, Giuseppe Prete, che da tempo cercava un dialogo, un confronto con i vertici del potere al fine di chiarire i termini della sua posizione. Termini facilmente comprensibili: gratuità dell’incarico, competenza, professionalità e soprattutto indipendenza da poteri politici. Termini, quindi, che sarebbero stati, per un Presidente dell’Inps, una garanzia di buon andamento, finalmente, di una pubblica amministrazione.
Una proposta scartata, dicevamo, per dare spazio, ancora una volta, ad un membro del PD. Cosa dicono gli italiani? Sarebbe da capire quanti conoscono questa notizia o anche questa volta aspetteranno di vederne gli effetti per accorgersi di ciò che è cambiato o di ciò che non lo è affatto.
Bisogna avvertire che i giochi non sono, però, ancora conclusi. Treu, infatti, è “solo” Commissario straordinario, che resterà in carica fino a che il Parlamento varerò la nuova governance dell’Inps. Cosa si prospetta all’orizzonte non sembra essere più tanto difficile da pronosticare, almeno in termini di colore politico. Ecco perché la candidatura di Giuseppe Prete non è stata ritenuta degna di una risposta. Domandare è lecito, rispondere è cortesia, diceva qualche saggio. Una dote rara oggi, la cortesia. Come rara è la gratuità e l’indipendenza da bandiere o colori. Un’indipendenza che si paga, ed è così che ha pagato Prete, con l’indifferenza.
Che ne sarà delle pluri-pensioni d’oro? Quali saranno le riforme previdenziali ed assistenziali che attendono gli italiani e soprattutto i giovani che sempre di più subiscono in prima persona la mancanza di certezze del futuro?
La battaglia è persa per Prete, vinto da un sistema che non cede spazio alle buone novità, alle oggettive proposte di risparmio e rinnovamento. È una battaglia, però, non è stata persa la guerra. Una guerra che anche gli italiani stanno combattendo contro il precariato, contro la crisi economica, contro la crisi dei valori e contro la costante delusione verso un sistema che fino ad oggi gli ha posto davanti sorrisi, pacche sulle spalle, incoraggiamenti e promesse che si sono rivelate prontamente disattese. La responsabilità delle “persone oneste”, però, rimane quella nei confronti di questi italiani che ancora sperano, che ancora credono che prima o poi qualcosa cambi. La responsabilità delle “persone oneste”, del movimento Gente Onesta, del suo Presidente Giuseppe Prete, non finisce in una battaglia persa, ma continua in una guerra che si può e si deve vincere.

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