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#meeting2017. Disoccupazione giovanile e scontro generazionale. Il problema è culturale

Una pagina importante del meeting 2017 che si tiene in questi giorni a Rimini, e che si concluderà sabato 26 agosto, è dedicata proprio al lavoro e alla disoccupazione giovanile, tema delicato per ll’Italia di oggi e poco affrontato come in realtà si dovrebbe. Dati alla mano, sono sempre di più i giovani laureati che alla disoccupazione preferiscono la partenza, guardando con speranza ai paesi esteri, Germania, Francia, Regno Unito, o sacrificando la vicinanza trasferendosi in Australia o negli Stati Uniti d’America. Tuttavia, il tasso di disoccupazione in Italia a giugno è sceso all’11,1% registrando in tal maniera un calo di 0,2 punti rispetto al mese di maggio. Un risultato che ha sorpreso molti ma che d’altra parte non ha cambiato grandemente la situazione.

“Sul tema del lavoro, in particolare quello giovanile, abbiamo bisogno di uno sforzo straordinario che eviti il conflitto tra le generazioni ma che al contrario costruisca un’alleanza tra le generazioni”. Sono le parole di Mauro Magatti, sociologo dell’Università Cattolica di Milano e segretario del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali dei cattolici italiani, intervenuto all’incontro “Giovani, lavoro e dignità della persona umana” svoltosi al Meeting di Rimini. Riflessioni che certamente si sposano con il titolo del Meeting per l’amicizia fra i popoli tratto dal “Faust” di J.W. Goethe (“Was du ererbt von deinen Vätern hast, erwirb es, um es zu besitzen! / Quello che tu erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo) il quale pone l’accento sul bisogno di riappropriarsi di quello che ci è stato lasciato in eredità. Che cosa abbiamo ereditato? Una somma di valori? Una storia? Delle verità?

Presentando la Settimana sociale che si terrà a Cagliari a fine ottobre sempre sul tema del lavoro, Magatti ha rammentato i quattro filoni che caratterizzeranno l’evento: “Denuncia, ascolto, buone pratiche e proposte”. “Sarà un appuntamento in cui come cattolici ci troveremo per dare un segno e fare delle proposte rispetto all’emergenza del lavoro in Italia e in particolare l’emergenza del lavoro giovanile”, ha detto. “Uno dei problemi che ci ha portato fino a qui è nato negli anni ‘80: l’Italia, con la mia generazione – ha proseguito – ha smesso di pensare al futuro, ha rinunciato all’idea che bisogna scommettere e investire. Ci siamo troppo accontentati di vivere, spesso a debito, sulla ricchezza che avevamo già”. Per Magatti, inoltre, “il problema è culturale: dobbiamo mettere al centro il lavoro, cioè la capacità umana di creare qualcosa di bello, non solo il posto di lavoro ma l’attività per creare ricchezza e benessere”.

All’Italia servono dunque leggi e fiscalità che riconoscano questo movimento e lo premi a discapito di altri. C’è bisogno di una conversione per il Paese che deve basarsi sulla convinzione che il lavoro non è tutto uguale: c’è lavoro buono e cattivo, produttivo e improduttivo. “Il tema della quantità del lavoro – ha aggiunto – è legato alla qualità del lavoro”. “È un buon lavoro quello che crea ricchezza e il lavoro stesso”. “Dobbiamo inventarci un modo – ha concluso Magatti – per trasferire più velocemente che possiamo le risorse del risparmio e degli immobili di una generazione ai giovani, perché sia messa in circolo sostenendo tutti i giovani che vogliono mettersi in gioco per il futuro”.

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