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Intervista al Neo Vicepresidente di MGO

Da pochi giorni eletto vicepresidente del Movimento Gente Onesta (in questo ruolo affiancherà Maria Bernabeo), Sasza Salvatore Paolella, 24 anni, napoletano doc, studente di sociologia all’Università Federico II di Napoli e, impiegato come segretario in uno studio medico, quando si parla di politica – o, per meglio dire, di “nuova politica e di nuovo impegno civile” – è davvero un fiume in piena. Vediamo di conoscere meglio, da vicino, questo personaggio emergente del nostro Movimento.

Come ti sei avvicinato al Movimento Gente Onesta?

“Ero stufo di sentire tutti parlare della politica come di una cosa astratta, come se fosse la cosa più distante possibile dai cittadini e dalle loro esigenze. La “vecchia” politica non mi interessava, ma quando ho conosciuto Renato Cozzolino, che è stato il mio primo punto di riferimento all’interno di MGO, ho capito che finalmente le cose stavano cominciando a cambiare. Poi, ad ottobre, ad un incontro a Giugliano, in provincia di Napoli, ho conosciuto Giuseppe Prete, e ho letteralmente cambiato la mia visione della politica. Giuseppe ha un grande talento nel voler spiegare tutti gli argomenti che trattiamo anche nei minimi dettagli, mi ha spiegato tutto quello che ruota attorno alla politica. E così a novembre sono entrato nel Movimento, sono diventato portavoce al Consiglio Nazionale ed ora, pochi mesi dopo, eccomi qui come vicepresidente. Un bel salto, non c’è che dire”.

Se è vero che si parla tanto di disaffezione dei cittadini per la politica, dall’altra parte esiste in realtà una grande voglia di politica “nuova”. Come la si può esprimere?

“Si, è vero, la sento anch’io questa voglia di politica nuova. Ma io, del resto, non avevo mai idealizzato la politica del passato, con i suoi personaggi e le sue trame. In molti casi, durante alcuni pezzi di storia d’Italia, io non ero neppure nato: non ho mai fatto battaglie politiche e civili di un certo spessore, non le ho mai vissute. E forse, senza una guida, non avrei nemmeno cominciato a viverle, come faccio ora. Non avrei neppure saputo da dove cominciare. Per iniziare a fare politica, serve una guida. In questo, il nostro leader, Giuseppe Prete, è un’ottima guida: lui ha già fatto politica, può aiutarci, soprattutto noi giovani, ad evitare certi errori e certi peccati di gioventù”.


Il nome “Movimento Gente Onesta” è azzeccatissimo, l’intento concreto ancora più convincente, ma lo sviluppo di MGO è stato accolto anche con ironia da parte di alcuni detrattori, che non mancano mai: te la senti di controbattere a queste critiche?


“Innanzitutto credo che ‘Gente Onesta’ sia una definizione bellissima, ma di difficile realizzazione. Mi sono accorto che, nella vita di tutti i giorni, subiamo mille pressioni, che mettono a dura prova il nostro desiderio di rimanere onesti. Per non parlare poi della politica… Il “Movimento Gente Onesta” è una bellissima idea e una bellissima provocazione. A quelli che pensano di deriderci, rispondo di farsi un esame di coscienza: pensano davvero di essere onesti? Ma lo sono veramente? Anche dal punto di vista umano? Lascio ai nostri critici questa riflessione”.

Come si esce da questa crisi politica ed economica?


“Non sarà facile, perché politica ed economia, e quindi crisi politica ed economica, si intrecciano sempre di più. Tangentopoli, in realtà, non è mai finita. Ne abbiamo esempi sotto gli occhi quasi tutti i giorni. Per questioni di età, come dicevo prima, io non ho vissuto il 1992 e i suoi effetti, ma mi sembra che l’onda lunga di Tangentopoli sia arrivata anche al 2015: e parlo della corruzione tuttora imperante, spesso con il placet della politica, non tanto delle indagini della magistratura. Visto che siamo ormai nella Terza Repubblica, che ha portato in Parlamento anche tante facce nuove (penso ai grillini, ad esempio), credo che sia da cambiare soprattutto il sistema di questa politica italian. E anche cambiare quei politici di 70 anni e di dieci legislature – ce ne sono ancora – che sono abituati ai privilegi della Casta, alle auto blu, ai vitalizi, che vogliono mantenere lo status quo e che non ci pensano nemmeno a tentare di cambiare le sorti del Paese. Perché se non ci proviamo nemmeno, rischiamo di fare la fine della Grecia. Non ci siamo lontani. Oggi, intanto, leggo sui giornali di piccoli confortanti segnali di ripresa per la nostra economia. Non posso che incrociare le dita”.


Renzi andrà veramente a casa, come scrivono quelli della Lega Nord sulle loro magliette?

“Non credo. Renzi non prenderà più il 40% come alle Europee dell’anno scorso, ma sembra piuttosto saldo in sella, almeno politicamente. Perché i cittadini, viceversa, hanno capito che le sue, in molti casi, sono solo promesse a vuoto. In una sorta di partita a scacchi, anche con il suo stesso partito, Renzi si è giocato bene le sue mosse. Si è gettato nella mischia nel momento propizio, ha preso al volo un treno che passava e che non poteva non prendere. Tutto lì. E senza essere mai stato eletto, non dimentichiamocelo”.

E Berlusconi? E’ politicamente finito?

“Assolutamente no. Politicamente sarà ancora vivo fino a quando una parte importante del suo partito sarà sempre dipendente dalla sua volontà. La situazione del suo Milan in crisi potrebbe essere lo specchio della sua Forza Italia altrettanto in crisi: se Berlusconi abbandona il comando, chi eredita la situazione fa s

icuramente peggio. Dopo aver commesso questo errore con il calcio, non credo che Berlusconi voglia ripeterlo anche con la politica”.

E la Lega? Salvini è tacciato di populismo, ma raccoglie consensi.

“Dopo i disastri della precedente gestione, la Lega ha effettivamente compiuto dei passi in avanti, guadagnando consensi e voti grazie soprattutto al suo leader, giovane e mediatico. Non credo, tuttavia, possa andare oltre ad un ruolo di comparsa e di rincalzo, specialmente se non trovasse l’accordo con il resto del centro-destra. E poi c’è l’eterno problema degli scontri interni al partito, come dimostrato dalla vicenda Zaia-Tosi in Veneto. Per queste “faide” interne, Salvini non ha ancora trovato la medicina giusta”.

E ora la solita domanda: ma MGO è di destra, di sinistra o di centro?

“E’ la domanda che mi fanno tutti! E capisco la necessità di semplificare: o stai da una parte o stai dall’altra. Ma poiché noi stiamo dalla parte dei cittadini, rispondo che noi non siamo né di destra, né di sinistra, né tantomeno di centro. Il Movimento Gente Onesta è composto da qualcuno (sempre di più) che finalmente ha deciso di fare qualcosa. Possibilmente qualcosa di diverso dalla politica di “sempre”.

Quali saranno i tuoi primi obiettivi da realizzare come vicepresidente di MGO?  Magari con un occhio di riguardo alla tua città, Napoli, e alla tua regione, la Campania…


“Mi impegnerò, innanzitutto, per far crescere il Movimento. MGO sta crescendo, ma le fondamenta dell’organizzazione debbono essere più forti, in vista delle prossime gare elettorali. Non possiamo avere una bella macchina che accendiamo ogni tanto e poi la rimettiamo nel garage: la macchina deve restare sempre accesa! Ci stiamo dando una struttura adeguata alle aspettative dei cittadini, li vogliamo prendere per mano e accompagnare verso un’Italia migliore. In tutti i sensi. Per quanto riguarda Napoli e la Campania, lavorerò con cautela e attenzione: adesso i campani sono arrabbiati con lo Stato perché i fondi destinati per la Terra dei Fuochi sono invece finiti all’Expo di Milano. E non voglio che il Movimento Gente Onesta diventi un monito solo di rabbia. Deve anche e soprattutto essere un trampolino di rilancio e di costruzione, per Napoli e per la Campania intera. Comunque anche qui stiamo raccogliendo consensi e adesioni. E siamo solo all’inizio”.


Una curiosità, per finire: ma questo tuo nome cosi originale, Sasza, che origini ha?

“Si scrive Sasza, ma si legge Sascia. E’ un nome di origine polacca, un omaggio a mio nonno, che non veniva affatto dalla Polonia, ma portava questo nome importante e originale. Diciamo che, nel mio proseguo della carriera politica con il Movimento Gente Onesta, sarà più difficile dimenticarsi del mio nome”.

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