1594973_marcoprato

Il triste epilogo di Marco Prato che ammutolisce l’Italia intera

“Scorrendo le ultime parole di un romanzo mi auguro sempre che un indizio, un suggerimento dell’autore mi faccia intendere che ci sarà un dopo, un nuovo inizio, una seconda storia che altro non è che il seguito della prima che sia dotata, però, di contorni morbidi che segnino un rovesciamento delle sorti in meglio. Per Marco Prato così non è stato e il dramma si è consumato mettendo il punto a una drammatica vicenda iniziata inspiegabilmente con la morte violenta di Luca Varani e giunta al termine con un’ennesima tragedia. Potremmo chiudere il tutto parlando di superficialità, ma così non è. Non deve essere.

Quando un ragazzo si toglie la vita, la vita di tutti noi muore, scompare, si silenzia, non dà segni di speranza. Muore con lui il futuro dei giovani, svanisce ogni speranza di rinascita. Quando questa mattina ho letto la notizia del suicidio di Prato ho pensato ai miei figli, ai nostri figli, e a quanto siano fragili i giovani di oggi sempre più in preda a dipendenze e tentazioni che soffocano i freschi anni della giovinezza. Sono creta. Desidero in tal modo esprimere il mio cordoglio alla famiglia di Luca Varani, ai genitori di Marco Prato, e a tutti coloro che hanno sofferto per questa drammatica vicenda che ha segnato irrimediabilmente la città di Roma e l’Italia intera perché le fragilità sono di tutti e mai, mai si deve giudicare qualcuno a priori, limitandosi a simpatie o a stupidi pregiudizi, ma si deve essere sempre compassionevoli anche verso chi ha sbagliato senza se e senza ma. Siamo padri, siamo madri, siamo una comunità che in questi momenti deve poter riunirsi come una grande famiglia”.

Un’altra triste pagina si aggiunge al dossier dell’omicidio di Luca Varani. Uno dei due suoi assassini, Marco Prato, il pierre noto nella Roma bene, si è tolto la vita in carcere. Si è suicidato nella cella del carcere di Velletri (Roma), in cui era detenuto, accusato dell’omicidio di Luca Varani, il ragazzo ucciso nella capitale nel marzo del 2016 durante un festino a base di sesso e droga. Domani avrebbe avuto l’udienza del processo. È stato trovato durante il giro di ispezione con un sacchetto di plastica in testa: sarebbe morto soffocato. Il suo compagno di cella non si è accorto di nulla.  Il ragazzo, 31 anni, ha lasciato una lettera in cui spiega i motivi del suo gesto. Si sarebbe suicidato per “le menzogne dette” su di lui e per “l’attenzione mediatica” subita.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *