00 (3)

162 milioni di Euro per i distretti socio-sanitari del Lazio

Ammontano a 162,3 milioni le risorse complessivamente assegnate ai distretti socio-sanitari del Lazio per l’attuazione degli interventi sociali. Un terzo dello stanziamento, invece, andrà a garantire i servizi essenziali: 55 milioni, di cui 3,5 espressamente vincolati ai servizi per i piccoli Comuni. A queste risorse si aggiungono quelle ancora disponibili nelle casse dei distretti: in totale il massimale di spesa per i servizi essenziali ammonterà a 64,5 milioni, di cui 4 per i piccoli Comuni.

La Giunta Zingaretti ha approvato la delibera annuale di programmazione degli stanziamenti per il sistema regionale dei servizi sociali. Tra le altre misure, gli interventi per la disabilità avranno a disposizione 34,6 milioni, di cui 14,1 vincolati per le disabilità gravissime. A queste risorse si aggiungeranno i 9,1 milioni del fondo nazionale per l’assistenza ai disabili privi di sostegno familiare (il cosiddetto “Dopo di noi”) per i quali la Giunta ha da poco approvato il piano di utilizzo. In totale, quindi, la spesa per l’assistenza alle persone disabili ammonterà a 43,7 milioni.

Saranno invece 37,5 i milioni impiegati per la compartecipazione della Regione al pagamento delle rette per le Rsa. Gli interventi per famiglia e minori (inclusa la rete dell’affido e dell’adozione) potranno contare su 18,5 milioni, mentre 10,8 milioni verranno messi a disposizione per gli asili nido. Infine, la Giunta ha stanziato altri 2,5 milioni per i progetti del bando Povertà 2017 (la cui dotazione sale a 5,5 milioni) e 800mila euro per sostenere i Comuni impegnati nella rete Sprar dell’accoglienza ai migranti.

“Continua il lavoro di rafforzamento della rete regionale dei servizi sociali”, commenta l’assessore alle Politiche sociali Rita Visini. “Con la nuova programmazione – continua Visini – puntiamo ancora una volta da un lato al consolidamento dei servizi essenziali e dall’altro all’investimento sull’integrazione sociosanitaria e sull’innovazione sociale, come per esempio i progetti di deistituzionalizzazione e vita indipendente per le persone con disabilità o i centri famiglia. E dal prossimo anno, dopo che il Consiglio regionale avrà definitivamente approvato il nuovo Piano sociale regionale triennale, la programmazione dei servizi potrà avere un respiro ancora più ampio”.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *